Google AdWords e SEO, influenze e contraddizioni

Milano, 30 Agosto 2017

No, non sto parlando di come avere una campagna con Google AdWords possa influire sul posizionamento del sito dell’inserzionista, no; questo è un dilemma infinito nel quale non mi ci voglio mettere, anche se vi segnalo questo articolo critico, in cui l’autore sostiene che AdWords potrebbe influenzare il posizionamento dei siti, ma non avvantaggiando direttamente quelli che fanno pubblicità sulla sua piattaforma, ma danneggiando chi osa parlare male dei siti che investono ingenti somme di denaro in pubblicità su Google.
Detto questo veniamo al punto di quest’articolo.
Come voi sapete, Google elargisce a piene mani a tutti i webmaster del mondo consigli utili su come deve essere fatto un sito per ambire a buone posizioni tra i risultati di ricerca organici (su come quindi deve essere fatto un SEO come si deve).
Bene, non so invece se tutti voi sapete le 2 cose che vi sto per dire.

1. Google paga ogni mese delle persone in carne ed ossa per controllare la qualità dei risultati di ricerca per determinate keyword; queste persone sono chiamate Search Quality Evaluator e devono seguire, per fare le loro valutazioni e trasmetterle a Google, delle regole contenute in una guida che si chiama, guarda un po’, Search Quality Evaluator Guidelines; potete trovarla a questo indirizzo.
Al paragrafo 6.3 (pag. 31) di questo documento, si può leggere che uno dei motivi per cui una pagina web può essere considerata di scarsa qualità è la presenza di pubblicità che può ostacolare la visualizzazione e la fruizione del contenuto principale della pagina. La frase chiave di tutto il paragrafo indicato è questa:

“Helpful SC (Supplementary Content) or Ads (Advertising) can be part of a positive user experience, but distracting SC or Ads make it difficult for users to focus on and use the MC (Main Content)” (le parentesi tonde sono state aggiunte da me per rendere più chiara la citazione).

Traduco per chi non sa l’inglese:

“Un contenuto secondario o una pubblicità utile può essere parte di un’esperienza utente positiva, ma un contenuto secondario o una pubblicità che distrae rende difficoltoso per gli utenti la focalizzazione e la fruizione del contenuto principale” (scusate la traduzione forse un po’ maccaronica, ma penso sia chiaro il senso).

Questo vuol dire che se un publisher (sito editore) pubblica la pubblicità che gli pare e piace (ovviamente non stiamo parlando di pubblicità violente, offensive o vietate ai minori) ma che non piace a Google, allora questo sito rischia di essere penalizzato da un punto di vista SEO; per esempio un sito di sport potrebbe scoprire con delle analisi di mercato che i suoi utenti sono interessati anche al cinema e potrebbe decidere di vendere uno spazio in primo piano sul sito a un inserzionista intenzionato a promuovere un nuovo film, per esempio; ma in questo caso la pubblicità come sarebbe considerata da Google dato che sarebbe invasiva e non correlata con il contenuto principale del sito?
Qual è la pubblicità che piace a Google? Guarda un po’, la pubblicità contestuale che si può pubblicare sul proprio sito utilizzando il suo circuito Google Adsense su cui gli inserzionisti fanno pubblicità tramite le campagne Display di AdWords, o quella che appare sulle pagine di Google stesso.
Ma se consideriamo i risultati organici restituiti da Google quando l’utente effettua una ricerca con una keyword il contenuto principale che il motore di ricerca di Mountain View vuole offrire agli utenti, e anche il motivo per cui è nato e si è diffuso così velocemente e così ampiamente nel mondo, proprio Google ha delle pagine spesso in cui la sua pubblicità (AdWords) ostacola la fruizione dei risultati organici, perché in prima schermata (sia su desktop che su mobile) si vedono solo annunci sponsorizzati, cioè pubblicità.
Come si salva Google da questa contraddizione? Dicendo che se la pubblicità è pertinente e correlata al contenuto principale (come i suoi annunci pubblicitari sulla rete di ricerca), beh allora essa può contribuire a un’esperienza positiva dell’utente.
Fatto sta che i publisher che non mettono la pubblicità che piace a Google e che Google considera come utile per l’utente, allora essi rischiano di essere penalizzati lato SEO.

contraddizione


2. La seconda cosa che forse non tutti di voi sanno è che giorni fa Google ha mandato delle notifiche ad alcuni siti publisher in quanto ha calcolato che in alcune pagine dei loro siti la pubblicità superava, in spazio misurato sulla lunghezza della pagina, il 30% di tutto il contenuto della pagina su mobile. Potete trovare la spiegazione dettagliata di tutto questo nel seguente articolo (in inglese).
Ora, sapete qual è la percentuale della massima pubblicità visualizzabile sulle pagine dei risultati di ricerca di Google? Il 41%; caspita, ma Google allora dovrebbe penalizzare sé stesso quando visualizza su mobile 7 annunci pubblicitari (4 sopra e 3 sotto) su una pagina in cui ci sono 10 risultati organici.
Ma anche qui Google troverà la scappatoia, forse dicendo che su mobile non si vedono quasi mai 7 annunci pubblicitari.
Però i publisher no, se decidono di pubblicare il 41% di pubblicità sulla lunghezza totale della pagina, allora sono penalizzati lato SEO.

Le riflessioni contenute in questo articolo forse potranno attirarmi l’accusa di essere troppo critico, quasi un complottista, e per di più che sputa sul piatto in cui sta mangiando.
Non è così; a me Google AdWords piace e ci lavoro volentieri; penso che Google sia una delle più grandi e utili invenzioni dell'ultimo decennio del secolo scorso, ma ciò non vuol dire che non si possa avere anche un atteggiamento indipendente e talvolta critico nei suoi confronti; Google non è né il diavolo né l’acqua santa; semplicemente è un buon motore di ricerca che qualche volta cade in contraddizione con quanto suggerisce di fare agli utenti di tutto il mondo che hanno un loro sito e che ci mettono sopra della pubblicità.

Chiudo con una frase di Sergey Brin, cofondatore di Google.

"Alcuni dicono che Google è Dio. Altri dicono che Google è Satana. Ma se pensano che Google sia troppo potente, si ricordino che con i motori di ricerca, a differenza di altre società, basta un solo clic per passare a un altro motore di ricerca."

Eh si, basta un solo clic...

E voi cosa ne pensate di tutto questo? Fatemelo sapere compilando il form che trovate qui sotto.











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