E Google AdWords divenne anche copy

Milano, 3 aprile 2018

Erano solo pochi giorni fa e nella mia inbox ho trovato l’email con cui Google mi annunciava la notizia che girava già nell’aria da qualche mese: AdWords diventa anche copy e si metterà a creare annunci in modo automatico che saranno consigliati a ogni inserzionista nella sezione Consigli: questa novità sarà in vigore a partire dal 29 aprile e il gestore della campagna avrà 14 giorni di tempo per decidere se approvare e far girare gli annunci creati da Google o rimuoverli; passato questo periodo lasciato, per nobile gesto di Google, alla discrezionalità dell’inserzionista, AdWords, ed è forse questo l’elemento più interessante della notizia, inizierà a pubblicare il nuovo annuncio.

Non succederà quindi quello che succede ad ogni suggerimento che Google dà per il proprio account, e cioè che se l’inserzionista decide di ignorare il consiglio di AdWords, allora non succede niente, ma questa volta, con i consigli di nuovi annunci, Google ha deciso di applicare le modifiche proposte se l’inserzionista non manifesta chiaramente la sua volontà di non accettare i nuovi annunci creati automaticamente e di rimuoverli.
Google AdWords copy
E’ un passo importante, verso una sempre più spiccata automatizzazione nella gestione dell’account, e Google sembra voler spingere, con questo passo che a taluni, come a me, può sembrare forzato, tutti gli inserzionisti ad abituarsi a questa automatizzazione.

Come farà Google AdWords a creare annunci utilizzando la propria intelligenza artificiale? Analizzando gli annunci già esistenti creati dall’inserzionista, i loro titoli, le loro descrizioni e le loro estensioni, nonché scansionando la pagina di destinazione.

Google è così convinto che i propri annunci possano essere più efficaci di quelli creati da mente umana, che suggerisce di provare i nuovi annunci fino ad avere una quantità di dati sufficiente per verificare se essi effettivamente non apportino un miglioramento nel rendimento della campagna.

E’ vero, per correttezza e completezza di informazione, bisogna dire che un inserzionista avrà il potere, sempre per gentile concessione di Google, di disattivare l’applicazione automatica degli annunci suggeriti da Google AdWords, andando a modificarne il settaggio nelle impostazioni account, ma il messaggio che la società di Mountain View vuole mandare è chiaro: lascia fare a noi che il nostro sistema ormai è in grado di capire cosa funziona e cosa no all’interno della campagna.

Personalmente sono curioso di vedere questi suggerimenti e che aspetto avranno questi annunci creati automaticamente, e anche la curiosità di provarli, se dovessero soddisfare veramente i criteri di leggibilità e di coerenza con keyword e pagina di destinazione; mi rimane la perplessità sull’applicazione automatica di questi annunci in caso di mancata decisione da parte dell’inserzionista. Voglio dire, Google AdWords ha tutto il diritto di suggerire nuovi annunci sulla base delle informazioni che prende da quanto è stato già costruito dall’inserzionista, ma pubblicare annunci non espressamente approvati da quest’ultimo mi pare un gesto forzato.

Io, come inserzionista e come consulente Google AdWords, sono sempre stato scettico su un’automatizzazione troppo spinta nella gestione dell’account e delle campagne; anche quando si tratta di gestire manualmente il cpc o usare le modalità di smart bidding di Google, spesso scelgo la prima opzione, anche se la cosa può apparire superata; questo perché ho visto, nella mia storia di gestore di campagne AdWords, che spesso i modelli automatizzati di offerte non mi permettevano di raggiungere gli stessi risultati che riuscivo a raggiungere con il cpc manuale; e così anche per i suggerimenti di nuove keyword o per la corrispondenza ampia delle keyword, spesso ho visto che lasciare fare a Google significa buttare via dei soldi, mentre quando lavori sulle conversioni e sul costo di acquisizione, cioè sempre nel mio caso, non ti puoi permettere di buttare via neanche un centesimo.

Ma questo forse fa anche parte della mia generale perplessità sul fatto che una macchina possa gestire una campagna meglio di una persona; sono tuttavia pronto anche questa volta a mettere in discussione questa mia posizione; staremo a vedere come saranno i nuovi annunci creati dall’intelligenza artificiale di Google, intanto mi piacerebbe sapere tu cosa ne pensi.











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