Call to action, un mito da trasformare in realtà

Milano, 1 settembre 2017

Per chi non lo sapesse la call to action (o CTA) è quell’invito all’azione che si mette su una pagina web (ma si può mettere anche in una scheda di un’app, su un video o su un banner) per invitare gli utenti che leggono quella pagina a compiere l’azione desiderata.
Se la pagina è una pagina di un prodotto su un ecommerce si potrà trovare la call to action “Acquista ora” o “Aggiungi al carrello” dopo la descrizione del prodotto, se è una pagina di iscrizione a un servizio (come può essere per esempio una newsletter), la call to action potrà essere “Iscriviti ora”, se la pagina in questione è la presentazione di un servizio offerto da un libero professionista o da una società l’invito all’azione si può riassumere nelle parole “Contattami per un preventivo”, o “Chiedi maggiori informazioni”, e così via.

Ora, per gli addetti al lavoro, ossia per tutti coloro che lavorano nel web marketing, la call to action è ormai diventata un mito, ci deve essere sempre e comunque, per molti è la conditio sine qua non del successo di una pagina di destinazione (landing page), di qualunque tipo essa sia.
Ora, io sono d’accordo con questa valutazione della call to action, dell’importanza cioè di mettere un chiaro invito all’azione in ogni pagina web o in ogni elemento che si fruisce online, perché è un elemento che spinge gli utenti a interagire con noi.
Questo diventa ancora più importante in un mondo, quello vituale, in cui le persone che reagiscono o interagiscono ai contenuti visualizzati, stando a una recente ricerca, sono solo il 9% di tutti gli utenti internet (solo l’1% invece si può considerare creatore di nuovi contenuti su cui interagire).
E sono così convinto dell’importanza della call to action che secondo me essa dovrebbe essere messa in tutti tipi di pagine, anche per esempio semplicemente nelle pagine di un articolo di un blog: in questo caso l’invito all’azione finale potrebbe essere “Lascia il tuo commento” o “Dicci cosa ne pensi”.
Su Internet tutte le interazioni sono importanti, anche quelle che non comportano immediatamente una vendita o il raggiungimento di un obiettivo economicamente importante come l’acquisizione di un contatto utile di un potenziale cliente che chiede informazioni.

Call to action

Detto questo, la cosa che in molti rischiano e che è assolutamente da evitare, è di delegare ad un semplice pulsante con un invito all’azione la risoluzione dei nostri problemi o di affidare ad esso il successo di una pagina web; in questo caso la call to action si trasformerebbe in una figura mitologica taumaturgica dotato di super poteri per trasformare ogni utente in nostro cliente.
Tanto per fare un esempio… è inutile mettere su una pagina prodotto il pulsante rosso “Acquista ora!” se su quella pagina mancano le informazioni relative al prodotto, se manca una descrizione esauriente dello stesso, o se non ci sono recensioni positive che spingano l’utente a decidere di iniziare il processo di acquisto del prodotto.

Il messaggio che vorrei comunicare con questo articolo è che tutta una pagina web, o qualsiasi altro elemento che interessi l’interazione virtuale tra due persone, dovrebbe essere una call to action, ossia un percorso finalizzato a spingere l’utente a realizzare l’azione che noi desideriamo che faccia.
Ogni elemento all’interno di una pagina dovrebbe essere studiato per far compiere all’utente l’azione desiderata; quanto deve essere lungo il testo? Come lo devo comporre per fare in modo che l’invito all’azione finale abbia un senso? Dove deve stare un eventuale form contatti? A destra, a sinistra o in fondo alla pagina? Dove è meglio mettere quell’immagine lì che mi piace tanto? Quante e quali immagini devo inserire perché l’utente sia invogliato a interagire con me?
Per tutte queste domande non ci sono risposte predefinite, valide per tutti i casi, ma c’è un metodo che si può seguire, quello del testing continuo su ogni elemento.
E’ solo facendo esperimenti su ciascuno degli elementi che compongono una pagina web che piano piano si fa diventare quella pagina una globale call to action.

In questo senso l’invito all’azione non è un mito, non è una la medicina che fa passare ogni problema di mancanza di interazione, vorrei dire, non è un elemento di una pagina web, ma dovrebbe essere tutta la pagina web che diventa una call to action.
E questo obiettivo lo si raggiungere quando essa diventa il fine sulla base del quale prende forma tutta la pagina.

Ma deve essere chiara una cosa.
Questo non vuol dire riempire la pagina di tante call to action
, come quelle pagine super commerciali in cui in ogni frase si spiega perché bisognerebbe scegliere quel prodotto o quel servizio al posto di un altro.
No, questo è l’estremo opposto alla mancanza si call to action, e non va bene comunque; a me almeno una pagina troppo commerciale e “aggressiva” provoca una sensazione di rigetto, e quindi poi diventa inefficace per lo scopo che si propone
Semplicemente informare la pagina dell’unica call to action che deve avere significa mettere ogni elemento della pagina al posto giusto; significa coniugare efficacia e bellezza; significa armonizzare testo e grafica; significa realizzare una pagina che vinca e convinca.


E tu cosa ne pensi di questa mia riflessione sulla call to action? Fammelo sapere compilando il form che trovi qui sotto.











Nome

Cognome

Email

Richiesta


Invia